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martedì, 10 novembre 2009

Quesiti

un frocio lo è abbastanza da ritenersi tale?

tratto da un servizio di Luisa Corna
postato da: Baldolo alle ore 22:49 | link | commenti (5)
categorie: quesiti, luisa corna, frocio
venerdì, 30 ottobre 2009

foto

Neve

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scatto di Martina Ligabue
postato da: Baldolo alle ore 12:16 | link | commenti (4)
categorie:
domenica, 18 ottobre 2009

Permessi su cauzione

caccola                                                                                                                                                           paz.





".. Ho dato i miei soliti schiaffi ai piagnucoloni, poi sono andato a trovare il biondino paralitico che non si muove e non parla. Guarda solo il soffitto, oppure, quando lo portano fuori, il cielo, e sorride. .."
AK
postato da: Baldolo alle ore 22:47 | link | commenti (2)
categorie:
mercoledì, 07 ottobre 2009

pastranate

Foglio non numerato

mi credevi completamente rinato. poi mi hai ritrovato un giorno di maggio steso sotto un albero, quasi in coma per la bottiglia e mezza di gin che mi sono scolato. l'ho fatto per distrarmi, questo te l'ho anche detto, sono uscito di casa, non ho trovato altro da fare che salutare il cinese dell'alimentari, comprare due bottiglie e rilassarmi, calmo, sulla panchina del parchetto. ho visto lo scorrere delle ore lente, l'ho visto coi miei occhi, la mattina i passanti mi sfuggivano di fronte, testa bassa verso gli impegni, poi sempre più calmi con l'andare del pomeriggio, per poi finire di nuovo a testa bassa, la sera, chi sfinito come me, chi con almeno una parvenza di buone sensazioni dul viso, forse al pensiero di una buona cena calda in famiglia, o forse per il ricordo ancora appiccicato alla carne di una brevissima trasgressione con una collega di lavoro. poi sono crollato sotto il mio peso, accasciato con un colpo allo stomaco. io sono questo. l'indegna fine di un capolavoro, l'errore di percorso. e non t'illudere, non reagirò. non per me.

di Pastrano Bottecchi
postato da: Baldolo alle ore 16:36 | link | commenti (1)
categorie: bere, gin , pastrano, pastranate, bottecchi
lunedì, 27 luglio 2009

foto

Quei due

queidue

scatto di Jason de Sica
postato da: Baldolo alle ore 22:52 | link | commenti (2)
categorie: foto, jason de sica

foto

Arrivi e partenze

persone 005

scatto di Futura Fiorentini
postato da: Baldolo alle ore 22:27 | link | commenti
categorie: foto, futura fiorentini

pastranate



c'era una volta un topolino. il suo nome era Pastrano, o meglio, così veniva chiamato dai pochi amici che si poteva permettere; non aveva avuto occasione d'incontrare qualcuno di tanto vicino da conoscere il nome che sua madre aveva scelto per lui, Ti chiamerai Libero, piccolo mio, ché sia di buon auspicio, gli pareva di ricordare, ma, si sa, più i ricordi sono remoti più assomigliano ai sogni, alcuni rimangono impressi, forti nella testa, altri sfuggono, altri ancora mutano, si tingono dei colori che vorresti, e ne rimane il dubbio, che sia l'uno
o l'altro la causa di questo nome, Libero, che ti corrode ormai da anni, o forse meno, forse ti pare di ricordare che il nome era Lido, forse il ricordo era mutato. chissà. l'unica certezza era quel nomigolo che qualcuno, va' a sapere quando, gli aveva affibbiato, per distinguerlo dal niente, per quel buffo vecchio pastrano che indossava, macchiato cucito e ricucito, sporco e puzzolente, ma pur sempre un tesoro, un caldo e sicuro tesoro per il topolino.


di Pastrano Bottecchi


postato da: Baldolo alle ore 22:14 | link | commenti
categorie: pastrano, pastranate, bottecchi

pastranate



ti scrivo, ti scrivo più forte e non perchè sei troppo lontano, ma ho la tastiera rotta, rotta perchè sono un idiota, colpa mia, per una volta, quindi colpisco i tasti con cattiveria, quasi fosse colpa loro e ti scrivo, scrivo che sto bene, nonostante tutto. nonostante tutto, sto bene.
stasera ho passeggiato, vagato, ho visto una lesbica ricevere soldi dal barbone della stazione, ho visto uno hippy ridere della situazione, ho visto anche un cane grattarsi la testa e un metallaro di trentacinque anni chiedersi, dove sono finito?
poi sono tornato a casa e mi sono ubriacato. poi ho iniziato a scrivere ciò che segue.


di Pastrano Bottecchi
postato da: Baldolo alle ore 22:12 | link | commenti (5)
categorie: pastrano, pastranate, bottecchi

foto

Peter Pan

Peter

scatto di Furio Lampara Stotti in Casavescovi
postato da: Baldolo alle ore 22:01 | link | commenti (1)
categorie: foto, furio

pastranate



leggerezza è credere di camminare mentre si plana ad un piede da terra
leggerezza è soffiare piano e spostare una montagna
leggerezza è sognare la luna mirando il cotone
leggerezza è un cappotto sporco di erba e fango
leggerezza è un sasso lanciato al mare
leggerezza sono gli occhi chiusi alla musica
leggerezza è un cuore che esplode
leggerezza è contare le gocce della pioggia
leggerezza è il destino sotto al bicchiere e al mattino trovare l'oro
leggerezza è aprire un libro di sole pagine bianche
leggerezza è scoprire il corpo, poi ricoprirlo se qualcuno sta entrando
leggerezza è una guerra persa sulle ginocchia
leggerezza è rubare una caramella poi guardare il cane
leggerezza è testabassa e camminare
leggerezza è salutare un aereo da qua


di Pastrano Bottecchi
postato da: Baldolo alle ore 21:55 | link | commenti
categorie: leggerezza, pastrano, pastranate, bottecchi

Di versi

con costanza mi riservo mezzo chilo di buristo, metti caso, è tutto solo, passa il papa e io lo servo

vuoi che non mi dica nulla sulla qualità del vitto, quando arcigno gli prometto ch'è compreso nell'affitto.

il santone a casa mia, sembra proprio un brutto sogno, poi di colpo mi risveglio e lo trovo dentro al bagno,

lì che terge le sue terga col sapone di marsiglia, gratta e lava la sporcizia, del mio orgasmo prorompente.

vuoi che non mi dica nulla sulla qualità del màstio¹, se poi dopo mi richiede 'n'altra dose di buristo,

chiaro è che non mi nego, prendo tempo e poi riparto, vergo in terga al santo padre, mentre urla al suo sammarco.


¹ maschio

tratto da un testo di Gim

postato da: Baldolo alle ore 21:42 | link | commenti
categorie: di versi, papa, anale, gim

pastranate

camicie bianche come colombe stese ad asciugare al vento volano

passavo sotto per caso, fosse stata domenica l'avrei vista là, affacciata, le mani sotto al mento, quasi una cornice del suo ritratto, un sorriso a salutare le genti e me e lui e lei e loro, pareva un dono, era un dono, per tutti i passanti, un dono per la festa, bianca e bionda, rossa nelle vesti, senza parlare, difficilmente parlava in più, niente più che un silenzio stupendo, Buongiorno signora, le porgo i miei più candidi omaggi, Oh, ma che bella cera che avete oggi, signor Temidoro, un cappello si alza sulla pelata, vedo che si sta riprendendo a meraviglia quella gamba, tutto in un silenzioso sorriso, quasi chiusi gli occhi, soltanto il Colore, verde dell'acqua, se ne vedeva, come dallo scrigno dei preziosi, se lasciato socchiuso, una punta di luce ne colpisce l'interno e se ne torna indietro mutata e bellissima, capo chino sulla stretta strada che sulla salita portava al Verroccio, nostro nido, nostra tana, nostro rifugio, nostro, oramai, ricordo, e che, se presa con la collina alle spalle, ti conduceva dritto in faccia alla chiesa, se ne stava là senz'accennare un movimento, anche fossi stato io a passare, suo vivo amore, immobile, un sorriso e gli sguardi, che già più non s'incontravano, tornavano nelle proprie direzioni.
venti volte Autunno era passato a chinar la testa sulla sua grazia, così poche e pure giudicate eccessive dalla vile Vita, invidiosa Vita, che l'ha fatta addormentare mangiandola da dentro, divorandone lentamente le membra, l'ha portata a morire, l'ha portata via da me.
non avevo più parlato con lei da quando si era rinchiusa in quella casa, alle cure della madre e del marito, un buon omuncolo con i baffi e il cappello, sempre pronto all'aiuto, gentile di una stupidità innata, a suo tempo un buon partito, adesso, sopravvissute giusto quattro mura al vizio del tavolo, un pover'uomo. non s'era mai accorto di noi due, nessuno lo sapeva, nessuno avrebbe neppure immaginato che dai nostri giovani sedici anni, dal giorno che finalmente m'ero deciso a parlarle, a dirle, chiunque tu sia, io t'amo, amami, chiunque io sia, avevamo continuato a vederci ogni venerdì, ogni pomeriggio di ogni venerdì di quei tre anni, salvo impedimenti insormontabili, sempre nella collinetta del Verroccio, se con il sole, sopra al sasso che sovrasta la valle e il mondo, stesi al vento, all'amore, se con la pioggia o la neve, dentro la cappellina abbandonata, scavata nel sasso da chissachì e chissaquando. ci amavamo con il calore del fuoco, parlavamo con la semplicità con cui si respira l'aria, una carezza, la testa sulla pancia a guardare il cielo di Dio e delle nuvole, poi il nostro silenzio e il canto di MadreNatura per noi.
ricordo, un giorno, pioveva, cadeva quasi il cielo, basso sulla collina, nero e pesante, noi, dentro, al riparo dal mondo fuori, tutto, lei ,seduta a terra sull'unico punto che ancora non era stato raggiunto dall'acqua, gambe incrociate come fanno i bambini, mi guardava fissa senza parlare, io stavo ad aspettare, poi si alzò, mi venne incontro e mi gettò le braccia dietro la testa, io le cinsi le morbide rotondità con le mani, Se Dio avesse creato il mondo per una sola unica ragione io la trovo in questo istante, poi le nostre labbra si avvicinarono e, con gli occhi sugli occhi, ci baciammo, d'una lentezza infinita, d'un candore infantile, candore d'amore, puro vivo amore.
poi il vento è entrato a portar via quello che era rimasto, se qualcosa c'era ancora, del mio cuore.
la vita, spesso, è un affronto al dubbio, sia forse che se ne debba soltanto goder l'istante e il resto niente? mi rimane difficile da credere.
vorrei, potessi, ripercorrere, pedalando quelle strade, i sentieri, guadare quel torrentello, salire, bicicletta in spalla, il colle e attenderla su, in piedi sul sasso, attendere i suoi passi sui ciottoli della strada del Matto, vederla avvicinare e urlarle, va' via! vattene! non sarai mai! scappa, mia amata! corri via da me!

dal paese ora me ne parto, occhi in spalla, la melancolia nelle tasche, le ultime case, legate l'una all'altra dai fili tesi e molli, così forti al vento, testardi loro, dondolano, danzano, incuranti del peso dei panni ancora fradici, alzo la testa, guardo oltre le gocce che sanno di sapone, guardo oltre i fili, guardo Sole, gli chiedo perchè. lui, immenso, tira un sospiro, poi si spegne per un momento, come un eclissi di un istante, mi guarda tirar giù la testa senza dir nulla, sa che anche un abbraccio sarebbe troppo adesso, poi riprende, nella sua saggezza, ad illuminare i miei passi che dovranno venire.


di Pastrano Bottecchi
postato da: Baldolo alle ore 21:30 | link | commenti (1)
categorie: amore, pastrano, pastranate, bottecchi

foto

Fuma

fuma
scatto di Gianni Brera
postato da: Baldolo alle ore 21:01 | link | commenti
categorie: foto, societĂ , brera

consigli per gli acquisti

uscirà entro la fine dell'estate l'attesissimo capitolo finale della saga di goku e compagni.
con il titolo "Dragonball stra super mega ultra yeah alla quindicesima" il lungometraggio percorrerà gli ultimi anni dell'ormai novantenne alterosclerotico goku alle prese con l'odierna società sfaccendata e disgraziata. finale a sorpresa quando il nostro eroe, negatogli il rinnovo della patente di guida, si trasforma in supersayan di quarantaseiesimo livello e, con una sfera energetica di dimensioni bibliche, spazza via l'intero universo. da segnalare un momento di divertente comicità retrò a metà film, quando il maestro delle tartarughe, con un ingegnoso stratagemma tenta e riesce nell'intento di sodomizzare junior.

di Rudy Malatesta
postato da: Baldolo alle ore 20:39 | link | commenti (1)
categorie: film, consigli per gli acquisti, dragonball, societĂ , anale
mercoledì, 22 luglio 2009

proposte post elettorali

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Votami.
Saprò donarti la pace.

fonte: Facebook
postato da: Baldolo alle ore 18:43 | link | commenti (4)
categorie: proposte post elettorali
venerdì, 17 luglio 2009

Quesiti

mi sono sempre chiesta cosa diavolo facessero le farfalle notturne prima che l'uomo inventasse le lampade.
mi ha così risposto il professor Mirko, luminare, docente della MediaUniversity di Tokio:sembra che in principio le antenate dell'odierna farfalla fossero solite sodomizzare le lucciole, abbagliate da quel getto di luce invitante.


tratto da un servizio di Barbara Parodi Delfino
postato da: Baldolo alle ore 13:14 | link | commenti (3)
categorie: quesiti, lucciole, farfalle, anale, studio aperto
lunedì, 01 giugno 2009

Pratiche Ricette

La ricetta di oggi:  Mozzarella Strizzata.

Tempo: *
Difficoltà di preparazione: *****
Costo: *

Prelevate una mozzarella ancora integra e circodata dalla sua plastica dal frigorifero. Facendo attenzione ad essere esattamente sopra ad un lavabo o ad un contenitore andate a forare un angolo della confezione e lasciate colare l'acqua fin quando non ne usciranno che poche gocce. Se non siete esperti vi consiglio di indossare degli occhiali protettivi o, se non ne siete in possesso, un casco integrale da moto, poichè se la confezione non è in una posizione adatta potrebbe far schizzare il liquido che contiene e colpire voi o i vostri cari, perciò prestate molta attenzione. Adesso, tenendo l'angolo forato rivolto verso il basso eseguite una pressione proprio sulla parte dov'è posta la nostra mozzarella. Dunque estraetela dalla plastica ed eseguite la stessa operazione ponendola all'interno della mano. Strizzate fin quando non uscirà nessuna goccia.
Ponete la mozzarella tagliata a fettine di mezzo centimetro circa al centro di un piatto da portata e guarnite con dell'insalatina, una foglia di cedro del libano e una salsiccia.

Voilà, il piatto è pronto.


Una rubrica di Michela Stelloni
postato da: Baldolo alle ore 20:28 | link | commenti
categorie: , mozzarella, mozzarella strizzata, ricette pratiche

dalle interviste

stralcio di un'intervista a Pietro Paolo Virdis (ex calciatore) del 25/06/1986

...
I: Qual'è la cosa che detesti di più al mondo?
V:bhè, direi giocare a calcio con i bambini. sono come delle donne in miniatura, completamente privi di cordinazione, fantasia. una noia. per non parlare poi del momento della doccia, troppe chiacchiere, poca concretezza. (...) Con i miei compagni è tutto decisamente più divertente.


dal nostro inviato Marcello Luzzi.
postato da: Baldolo alle ore 19:59 | link | commenti (1)
categorie: calcio, , pietro paolo virdis, dalle interviste
mercoledì, 20 maggio 2009

consigli per gli acquisti

-mi scusi…mi scusi

-eh

-quello non lo può toccare

-perché

-perché c’è scritto, non si può

-mh

-mi scusi, non può toccare nemmeno quello

-dimmi, c’è qualcosa che posso toccare quaggiù?diamine

-ora, tralasciando che io non mi sono permesso di darle confidenza, che, comunque lei la pensi, sono una sorta di autorità e come tale merito il suo rispetto, le ripeto: quello non lo può toccare. Ovviamente non sono io a deciderlo, è tutto regolamentato, scritto.

-dove

-nel libro. Il nostro regolamento interno

-un libro. E io dovrei dar retta ad un tizio vestito da gabbiano che dice quello che devo fare perché l’ha letto sul libro. dovrei?

-dovrebbe, ma non posso obbligarla

-allora, se non puoi obbligarmi, vedi di toglierti dai coglioni che io qua ho da fare. Non so se hai notato, ma se abbiamo tutti i pantaloni abbassati non è perché crepavamo di caldo al culo. Comunque se vuoi puoi unirti. Potrebbe aiutarti a trovare un po’ di calma.

-senza toccare?

-senza toccare non è molto semplice. Senti, rilassati.

 

da "Angeli e Demoni", Dan Brown